Antonio di Pietro

L’Europa domina nel mondo dell’azzardo, Italia al secondo posto

Secondo quanto riferito dal report, aggiornato ad agosto 2018, di H2 Gambling Capital, il mercato mondiale del gioco d’azzardo online nello scorso anno ha fatto registrare numeri da capogiro, con una crescita stimata che è arrivata a superare i 44 miliardi di euro in ricavi. Cifre che nel 2019, anno in corso, dovrebbero salire a 48 miliardi e arrivare a 52 nel prossimo anno. Entro il 2023 le stime prevedono un incremento dei guadagni fino a 62,4 miliardi.

Nell’anno da poco conclusosi, a fine agosto, il 60% dei ricavi è arrivato dai mercati cosiddetti bianchi, quelli cioè tassati e legittimi, come il circuito di casinò italiano online AAMS. La percentuale, nel corso del corrente anno, dovrebbe salire del 63,8% e del 65,1% nel 2020, fino al 67,3% nel 2022. Il report ha rivelato che, nel corso del 2018, l’11,5% dei ricavi complessivi dell’industria è arrivato dall’online, una fetta d’industria destinata inevitabilmente a crescere ed “esplodere” nel prossimo quinquennio.

L’Europa, nello scorso anni, ha generato il 52% dei ricavi globali dal gioco online, il che rende il Vecchio Continente principe incontrastato dell’industria, seguito dall’Asia che ha totalizzato il 27%, il Nord America il 12%, l’Oceania il 7%, l’America Latina e l’Africa l’1%. In Europa, quindi, facendo due conti, il gioco online ha rappresentato il 20% totale dei ricavi.

A generare maggior ricavo a livello mondiale sono le scommesse sportive, che guidano questa particolare classifica con una percentuale del 51%. Subito dopo seguono giochi da casinò, con il 27%, le lotterie con il 9%, il poker online con il 6%, il bingo con il 4% e gli Skill Games con il 3%.

Nel mercato del betting online stravince la modalità della scommessa Live, effettuata cioè ad evento sportivo in corso. Nel 2018 sono stati puntati live oltre 4,3 miliardi di euro, cifra destinata anch’essa a raddoppiare nel 2022, superando i 10 miliardi di euro entro il 2023.

E, in base ad una ricerca realizzata dal Center for Gaming Research del Nevata, l’Italia è al secondo posto in Europa per i mercati di gambling, ma inevitabilmente potrebbe subire un ridimensionamento dopo l’entrata in vigore totale del Decreto Dignità, preceduta dal solo Regno Unito che può contare su una rete di 9,000 punti gioco terresti e un 56% cospicuo di offerta online che ad oggi rappresenta il canale privilegiato. Inoltre, l’11% degli abitanti del Regno Unito ha dichiarato di aver giocato una scommessa sportiva o un giro al casinò almeno una volta. Di questi, il 6%, cioè la maggioranza, punta online. In Inghilterra si sono scommessi nell’ultimo anno oltre 31 miliardi di dollari, per l’online, 12 per il fisico. L’Italia invece presenta un volume di giocate di oltre 10 miliardi, seguita poi da Germania e Francia. In Italia, complessivamente, hanno giocato 4,2 milioni, di cui la metà circa solo nell’online, potendo godere anche di una delle tassazioni più basse al mondo: la Grecia ha la più alta, pari al 35%, l’Italia invece è tra i fanalini di coda con il 22% di tassazione.

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