Antonio di Pietro

La crescita esponenziale del gioco d’azzardo in Spagna

Numeri, e che numeri per l’industria del gioco in Spagna, arrivata nel 2018 ad una crescita senza eguali: nel paese iberico, infatti, per il terzo anno di fila gli spagnoli hanno fatto registrare una crescita senza precedenti, stando ai dati forniti dall’Annuario del gioco in Spagna 2018, presentato da Codere e dalla prestigiosa Università di Madrid, Carlos III.

Già i numeri dell’anno precedente, nel 2017, sono stati imponenti: in Spagna sono stati giocati realmente in totale 9.408 milioni di euro, il che vuol dire un 8% in più rispetto al 2015. Di questi il 94% ha giocato fisicamente in luoghi deputati al gioco, il restante 6% ha scelto invece il mondo dell’online. Una percentuale bassa ma non alla luce della crescita dello scorso anno, dato che il settore online è schizzato al 30%. Per il settore fisico, invece, i soldi maggiormente spesi si sono visti nelle sale da gioco e sulle scommesse sportive, rispettivamente per il 15,9% e il 15,7%.

L’industria di conseguenza sta arricchendosi ed ingrandendosi a macchia d’olio: nel 2017, secondo i dati dello scorso anno, il settore del gioco ha generato più di 1.657,4 milioni di euro, derivati da tasse specifiche sul gioco, la cosiddetta tassa da gioco, oltre alle imposte derivanti dallo sviluppo dell’attività economica. Tutti questi dati sono stati presentati, come dicevamo, dal Codere e dall’Università di Madrid, tramite l’istituto per la politica e la Governance, il cosiddetto IPOLGOB, e raccolti nell’Annuario del gioco in Spagna nel 2018. Quest’ultimo fornisce dati approssimativi ma comunque vicini al reale, dal momento che le statistiche offrono un quadro piuttosto chiaro di ogni dato segmento per ciascuna comunità della Spagna. In questo modo vengono presentati dati che tracciano il bilancio di un’industria quanto mai trasparente. Stando a José Antonio Gomez Yanez, professore di sociologia e autore dell’annuario, il settore cresce e si differenzia in base alle nuove abitudini, sempre più crescenti, dei giocatori spagnoli che si evolvono, in base alla richiesta della società e dei diversi stati di maturità dell’attività di gioco.

Il gioco, come avviene grossomodo anche in Italia, è un motore per l’industria e l’economia spagnola dato che rappresenta, da solo, lo 0,9% del PIL. Genera, oltretutto, anche lavoro: nel 2017 ha prodotto 84.702 posti di lavoro diretti, indirettamente 167.400 posti. Superando addirittura il settore della ristorazione, che può contare su 64.000 posti di occupazione. Non ne giova lo stato centrale soltanto ma anche le amministrazioni delle singole comunità locali: nello scorso anno sono stati raccolti 1.657,4 milioni di euro in tasse specifiche sul gioco, la cosiddetta tassa di gioco; 450 milioni hanno visto come soggetti passivi i vincitori dei premi e 1.207 le imprese, di cui il settore privato terrestre ha contribuito con 1,094 milioni di euro e 52,9 milioni sono arrivati dal gioco online.

Questi dati confermano anche come l’industria del gioco abbia superato, in Spagna, la terribile crisi economica che ha colpito il paese: tra il 2014 e il 2017 l’industria è crescita, nel giocato reale o GGR, del 19%, anche se sotto del 12,3% rispetto ai livelli dell’anno d’oro 2008. Lo scorso anno, poi, il gioco è cresciuto fino del 6,2%. Uscire dalla crisi ha significato anche un cambio di direzione, grazie all’introduzione della regolamentazione delle attività online, dalla crescita delle sale gioco, delle scommesse, o grazie anche all’avvicinamento dei centri da gioco ai centri delle città.
Da par suo il gioco online comprende due attività: quella online propriamente intesa, offerta da concessionari privati e autorizzati. Da solo, questo segmento, rappresenta oggi più del 6,1% del gioco totale in Spagna. Nel 2017 gli spagnoli hanno giocato circa 560 milioni di euro nel gioco online, per il 31% in più rispetto a due anni fa, nel lontano 2016, con particolare attenzione alle scommesse sportive, i giochi da casinò e le slot online, quelle cioè che nell’ultimo anno sono cresciute più rapidamente, per circa il 50% rispetto alla norma. Nel 2017 tre milioni e più di spagnolo hanno visitato una delle 3.150 sale da gioco che, al loro interno, hanno più di 37.000 macchine di tipo “B”, e circa 3.000 apparecchi multi posto. Il concetto di sala gioco si è talmente evoluto che oggi comprende zone con macchine o corner sportivi fino ai casinò elettronici. La redditività del settore ha portato ad uno sviluppo di questo particolare formato.

Per quel che concerne le scommesse sportive, dal 2012 la crescita è stata regolare, ad un ritmo del 20%, raggiungendo, nel 2017, i 742 milioni di giocato reale in euro. Questa branchia dell’industria è in perenne crescita, non avendo raggiunto in Spagna, ancora, il picco di mercato. La quasi totalità delle scommesse è divisa tra scommesse fisiche ed online, il 10% restante va alla quinela, che è in chiarissima regressione, anche perché i principali eventi sportivi europei più si adattano ai nuovi format e le scommesse, allo stesso tempo, arricchiscono l’attrattiva dei clienti verso la gamma di sport.

Per quel che riguarda i casinò, nonostante la riduzione del numero di visite del 6%, registrata lo scorso anno, la spesa media ha visto un aumento del 7%, in controtendenza rispetto alla decrescita del 2016. La crisi sembra che sia in fase di superamento da parte del settore del bingo, supportata da nuovi concept di sala, che incorporano altri tipi di giochi e che diventano di una attrattiva diversa soprattutto per i giovani. In relazione alle macchine di tipo B, il parco installato in Spagna ammonta a 199.417 unità, in calo del 23% rispetto al 2007. Il gioco pubblico fisico ha registrato una crescita del 4,6% nella gamma dei prodotti della ONCE nell’ultimo anno, ed è diventato così un operatore multi prodotto.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scroll To Top