Antonio di Pietro

Gioco d’azzardo tra legalità e illegalità

Al convegno “Gli italiani e il gioco d’azzardo: la percezione, le analisi, il Gap e le nuove regole” svoltosi il 28 marzo a Roma, Giorgio De Carlo, direttore dell’Istituto Quaeris, ha presentato i risultati dell’indagine sulla percezione del gioco dalla quale è emerso che solo il 16% degli italiani sono proibizionisti, mentre il 93% teme l’illegalità.

Sul tema del gioco non abbiamo trovato pubblicato nulla di simile all’indagine che vi proponiamo oggi. Coinvolge oltre 2mila maggiorenni stratificati per genere e classi di età. Questo studio vuole essere uno strumento tecnico per creare motivazioni e scenari più adeguati, essendo uno stimolo anche per la politica“, ha spiegato De Carlo.

I risultati dell’indagine

Considerando le tipologie di gioco si fa riferimento soprattutto a gratta e vinci, lotterie, lotto, scommesse sportive e gioco online (i gratta e vinci al 65,2 percento, Lotto e Superenalotto al 47,8 e le scommesse sportive al 31,8). Per le altre è emerso meno interesse. Facendo riferimento nello specifico alle lotterie la motivazione che spinge al gioco è la vincita; per quanto riguarda invece le scommesse ed il gioco online è il divertimento. La cifra giocata in un solo giorno, per il 73,6%, si aggira tra meno di dieci euro, tra i 10 ed i 100 per il 23,4%; il 3% gioca cifre comprese fra i 100 e i mille euro. Sono i giocatori maschi a puntare di più mentre le donne giovani investono una somma inferiore ai 10 euro, il 54% contro il 40 percento dei maschi.

Le posizioni sul proibizionismo

Il 92% degli intervistati si è dichiarato a favore delle politiche di informazione portate avanti dagli enti locali sul gioco. Solo il 15% però le considera efficaci e ritiene che ci sia controllo anche se poi si lascia alla volontà della persona capire cosa rischia. Inoltre si ritiene che la gente continua a giocare sempre di più. Per il 21,4% del campione intervistato è inutile vietare il gioco perché significherebbe veder prosperare l’illegalità; la maggioranza assoluta, 62,5%, considera che il gioco deve essere consentito ma solo se accompagnato da una cultura del gioco sano. Solo il 16,1% ritiene che il gioco deve essere completamente proibito. La quasi totalità del campione, il 92,2% considera come importante strumento di prevenzione la corretta informazione e formazione sul tema già a partire dall’età scolare. Facendo riferimento alle slot machine, il 64% ha affermato che ci dovrebbe essere solo una slot machine in ogni bar. Per il 55% sono più rischiosi i locali accessibili a tutti e il 45% considera più pericolosa la sala dedicata. Il 93% sostiene che il pericolo del gioco illegale è un fatto concreto, che deve essere combattuto perché più pericoloso di quello legale. L’83% ignora il significato della parola totem.

Alla conferenza è intervenuto il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta, il quale esprimendosi sul tema del proibizionismo, ha sottolineato la necessità di dare vita ad una riforma non proibizionista ma fortemente limitativa, mantenendo un regime concessorio e puntando a diminuzione offerta: “Vietando il gioco non ne impediamo lo svolgimento, ma lo spingiamo verso l’illegalità, inoltre non facciamo prevenzione e andremmo contro una visione ludica del gioco. Serve riportare il settore a una condizione di normalità: dopo anni di eccesso di offerta e sottovalutazione degli effetti sociali e patologici e di prevalente attenzione e interessi erariali vogliamo una legge di riforma per l’intero settore che tenga in considerazione offerta, accesso al gioco, orari e pubblicità”.
.
Considerando inoltre i problemi derivanti dalla dipendenza dal gioco ha sottolineato come è necessario intervenire sensibilizzando maggiormente il tema: “La ludopatia è un fenomeno serio e c’è bisogno di una crescente sensibilità sul tema. Il gioco patologico è un problema che va oltre una semplice battaglia di numeri. Ma il Governo deve rispondere a questa crescente domanda di prevenzione e controllo anche di fronte a una serie di linee proibizioniste che non possono essere sostenute. Bisogna invece riportare il gioco in una situazione di normalità, dove prevalga il divertimento. La nuova riforma vuole mantenere un regime concessorio, che consente un controllo diretto di assunzione di responsabilità, così come ridurre l’offerta, intervenendo in maniera netta con un taglio del 33% sulle slot, ma anche riducendo il numero dei punti gioco del 50% e punta infine alla prevenzione e alla cura, innalzando la qualità del luogo dove si gioca. Il tema più delicato è quello relativo alle distanze, ma diminuendo i punti di offerta di gioco si va a ridimensionare il problema delle distanze da punti sensibili. Importante è trovare soluzioni in tempi brevi”, ha spiegato Baretta.

In quest’ottica è stata ribadita l’importanza di stabilire relazioni sempre più congiunte con gli Enti Locali al fine di trovare soluzioni definitive condivise.

Intensificheremo i contatti con gli Enti Locali e ci auguriamo di chiudere quanto prima accordo Stato-Regioni. Ci sono le condizioni di base per trovare soluzioni condivise con Enti Locali, ma al momento non ci sono date prestabilite. Vogliamo anticipare dove possibile la riduzione del numero delle slot entro fine 2017”, ha concluso.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scroll To Top