Antonio di Pietro

Chi sono i tre sottosegretari al MEF? Cosa hanno fatto per il gioco?

Con la nascita del Conte Bis, cambiano anche gli equilibri al MEF. Maria Cecilia Guerra, Alessio Villarosa e Pier Paolo Baretta sono ufficialmente i tre sottosegretari che a breve dovranno dividersi le deleghe ed ereditare i fascicoli aperti al Ministero. Almeno per Villarosa e Baretta si può parlare, inoltre, di due volti ben noti. Il primo è Alessio Villarosa, deputato del MoVimento 5 Stelle, già delegato nel Conte1, con forse poco tempo a disposizione per ambientarsi: accolto con simpatia da più parti, Villarosa si è semplicemente limitato a dichiarazioni programmatiche, in cui si è detto favorevole ad una riduzione dell’offerta di gioco e consapevole che un taglio eccessivo finirebbe per aprire le porte definitivamente all’illegale e al crimine organizzato. Villarosa ha incontrato gli operatori e le associazioni di settore più volte e ripetutamente gli è stato ribadita la necessità di un riordino del settore con regole chiare per la sopravvivenza delle imprese. Il nostro, ha annunciato, nella scorsa Primavera, che il Governo era già a lavoro per la questione riordino, mentre ad agosto ha commissionato una circolare per inasprire il divieto di pubblicità sul gioco, a rifocillare il Decreto Dignità. Nessuna delle circolari ha visto poi una attuazione.

Baretta, invece, da anni naviga nel settore, dal momento che già sotto i governi Renzi e Gentiloni ha ricevuto delega ai giochi. Parliamo di colui che, per lungo tempo è stato impegnato in un braccio di ferro con regioni ed enti locali per risolvere il problema dei distanziometri e delle fasce orarie. Le norme locali anti-gioco, infatti, per anni hanno tenuto bloccato il settore tanto è che non è possibile ancora bandirle. Con Baretta abbiamo assistito al taglio delle newslot, rimosse fino al 35%, e nel settembre 2017 invece al raggiungimento di un’intesa con le Regioni che avrebbe dovuto portare al riordino. L’accordo però doveva essere recepito in un decreto ministeriale che, invece, non ha mai visto la luce, il tutto quindi è rimasto come è ancora oggi. Infine Maria Cecilia Guerra, già Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro sotto il governo Monti, poi viceministro al Lavoro con Letta, solo sporadicamente si è occupata di gioco, soprattutto come Senatrice della passata Legislatura. Per esempio ha preso parte al dibattito sui negoziati con le Regioni condotti da Baretta, e è stata relatrice di alcuni disegni di legge contenenti norme sul settore.

Gioco, un business da oltre 50 miliardi. E l’Europa domina il mondo

Il gioco online vale da solo circa 56 miliardi di euro. Questo è quanto emerso dalla ricerca condotta da Deloitte Financial Advisory e Casmef (Centro Arcelli per gli Studi Monetari e Finanziari). La ricerca è intitolata“Il settore del gioco online: confronto internazionale e prospettive” ed ha evidenziato che complessivamente il 48% delle giocate è per scommesse sportive, mentre il 47% è destinato ai casinò online. Il mercato europeo rappresenta da solo il 45% del totale. Infatti, solo in Italia Italia, dati del 2017, la raccolta ha raggiunto 26,9 miliardi di euro, in UK i 137 miliardi, in Francia 7,1, in Spagna 13,3, sottraendo già le vincite.

L’Erario Italiano ha guadagnato 305 milioni complessivi, il Ministero del Tesoro della Gran Bretagna invece756 milioni, la Francia 443 e 53 milioni per la Spagna. In Italia l’online ha raggiunto quota 7,2%, in UK 37,3%, 6,1% in Spagna. Le scommesse online in Italia, rappresentano il 55% del mercato del gaming online, percentuale che cresce se ci spostiamo in Francia, Spagna e Germania (72%) e 82% in Gran Bretagna. In Inghilterra i giocatori online sono complessivamente sette milioni, cifra sensibilmente più alta rispetto ai 2,2 milioni di Italia, Francia e Germania e agli 1,5 milioni di spagnoli. Il gambling online tra il 2013 e il 2017 è cresciuto del 7% e ha superato i 400 miliardi di euro in raccolta, a fronte di una spesa di “soli”, si fa per dire, 43 milioni di euro.

Le scommesse sportive hanno rappresentato il 48,3% del mercato, crescendo fino all’8,0% rispetto all’11,7% del settore dei casinò e del poker online che rappresentano il 46,9% del mercato. L’Europa, come chiaramente emerge dalla ricerca, è la maggior area di sbocco, con una quota che da sola rappresenta il 45% del mercato globale; il Nord America è cresciuto del 44,6% dal 2013 al 2017. Grande contributo dal gaming online è stato dato alle economie nazionali, ma la necessità di monitoraggio e tutela sono sempre considerati prioritari soprattutto per la tutela del consumatore. Lo studio vuole essere anche un mezzo ausiliario per dare dati concreti a Governi ed enti per offrire nuove possibilità ai regolatori e ai policy makers.

“Il mercato dell’online è in rapida crescita e le previsioni confermano che i cambiamenti tecnologici guideranno i futuri trend e genereranno un forte indotto. Il Nord America e l’APAC rappresentano mercati dal grande potenziale” – ha sottolineato Luca Petroni, Partner Deloitte Financial Advisory.

“Il gioco online rappresenta il comparto del mercato dei giochi con più alto potenziale di sviluppo e va sfruttato in maniera responsabile” – questo il pensiero del Vice Direttore CASMEF Marco Spallone.

Il virtuoso esempio di Malta: gioco terza industria del paese!

Il gioco, in tutta Europa e nel mondo, sta vivendo una importante fase di transizione. In alcuni casi di crescita esponenziale e smisurata, in altri, invece, con brusche frenate che possono complicare, e non poco, il futuro del settore: è eclatante, in questo caso, la situazione dell’Italia che, dopo il Decreto Dignità e le azioni del Governo, rischia di subire un gravoso danno economico. Però, in Europa, ci sono anche altre storie.

A Malta, per esempio, e questo potrebbe o dovrebbe essere un monito per realtà molto più grandi, l’industria del gioco ha contributo alla crescita economica del Paese nel 2018 in maniera decisiva: il mercato, in un anno, è cresciuto del 12% rispetto al 2017, e il solo settore online dell’industria ha confermato il proprio ruolo cardine con un valore aggiunto che a lordo ha registrato un tondissimo 13,2%. Quello del gioco si è dunque imposto come il terzo settore maltese più produttivo.

I posti di lavoro indeterminati prodotti dall’industria del gaming sono stati 6.794, l’88% dei quali impiegati in tutto il settore dell’online. La crescita economica ha pesato quindi anche sull’espansione dell’impiego. I posti di lavoro collegati al settore, pur non direttamente impiegati, sono 33.000. E il 2019 ha prospettive di crescita clamorose. Nel 2018 il settore gaming ha prodotto un gettito di 1,4 miliardi di euro, un valore che è il 12,1% in più rispetto al 2017. Alle casse statali maltesi sono arrivati dunque 67 milioni di euro, secondo le stime della Malta Gaming Authority nel Bilancio 2018 redatto sul trend del settore giochi. Nel 2019, secondo le stime, ancor di più nel 2020, la crescita dovrebbe continuare, salendo in una percentuale compresa tra il 10 ed il 14%. Gli operatori esistenti, inoltre, sono intenzionati ad aumentare gli investimenti, aumentando la spesa tra l’8 ed il 10% nel prossimo biennio. Grazie al nuovo sistema di licenze voluto a Malta, gli operatori già in possesso di licenza, intenzionati ad offrire altre tipologie di giochi online, hanno dovuto richiedere l’approvazione di un’altra licenza. L’Autorità, a questo proposito, ha ricevuto un numero minore di richiesta: 209 contro le 220 dell’anno precedente. 93 sono quelle ottenute, a differenza delle 165 dell’anno precedente. Il resto sono oggi come oggi ancora in fase di valutazione. Nel 2018 37 licenze sono state chiuse su richiesta degli operatori. L’Enforcement Authority Enforcement ha sospeso 4 licenze e annullato invece otto di queste per violazioni delle normative. Le otto licenze sono state poi respinte dalla MGA. A fine anno 2018 275 società di gioco online erano con licenza maltese: 207 con B2C e 68 con B2B.
Crescono anche i conti di gioco online: erano 14 milioni quelli nel 2017, lo scorso anno invece sono stati 18,1: l’incremento è chiaro, +29,6%. Le nuove registrazioni, e l’aumento del numero, riflettono l’espansione di conti nuovi. Il numero annuale di conti, infatti, ha raggiunto quota 12,3 milioni nel 2018, con una crescita del 27,7%.

Una crescita a dir poco spaventosa e ancor più significativa alla luce del trend degli altri paesi europei: il modello maltese ha prodotto un salto di qualità nell’intero settore del gioco, destinato, giocoforza, grazie a politiche lungimiranti e mirate, a produrre risultati positivi per tutto il sistema economico reale dell’Isola.

Regno Unito: responsabilizzazione dell’industria come risposta ai movimenti di protesta

Mentre in Italia si attende ancora l’entrata in vigore tout court del Decreto Dignità, nel Regno Unito, negli scorsi giorni, è arrivata una importante svolta: sono scesi in campo, schierati, tutti i colossi del betting britannico per contrastare l’ascesa dei movimenti antigioco e assecondare la linea della Gambling Commission. Read more

L’Europa domina nel mondo dell’azzardo, Italia al secondo posto

Secondo quanto riferito dal report, aggiornato ad agosto 2018, di H2 Gambling Capital, il mercato mondiale del gioco d’azzardo online nello scorso anno ha fatto registrare numeri da capogiro, con una crescita stimata che è arrivata a superare i 44 miliardi di euro in ricavi. Cifre che nel 2019, anno in corso, dovrebbero salire a 48 miliardi e arrivare a 52 nel prossimo anno. Entro il 2023 le stime prevedono un incremento dei guadagni fino a 62,4 miliardi. Read more

Supervisor e Pvr soggetti ad Iva, c’è la nota dell’Agenzia delle Entrate

Una pronuncia dell’Agenzia delle Entrate stabilisce che le attività di affiliazione per il gioco online attraverso Pvr è soggetto ad applicazione dell’Iva. La remunerazione di quel che è comunemente definito Supervisor, ovverosia il soggetto che svolge, per concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’esercizio e la raccolta a distanza dei giochi, con un’attività divulgativa, promozionale ed organizzativa dei giochi offerti per mezzo dei Punti di commercializzazione cioè i Pvr, risulterebbe assoggettabile ad Iva. Read more

La crescita esponenziale del gioco d’azzardo in Spagna

Numeri, e che numeri per l’industria del gioco in Spagna, arrivata nel 2018 ad una crescita senza eguali: nel paese iberico, infatti, per il terzo anno di fila gli spagnoli hanno fatto registrare una crescita senza precedenti, stando ai dati forniti dall’Annuario del gioco in Spagna 2018, presentato da Codere e dalla prestigiosa Università di Madrid, Carlos III. Read more

La Gambling Commission inglese propone di proibire l’uso delle carte di credito nel gioco online

L’ente regolatore del gioco d’azzardo britannico sta valutando la possibilità di vietare l’uso delle carte di credito nel gioco d’azzardo online. Un rapporto della Gambling Commission centrato su come rendere il gioco d’azzardo online più sicuro, indica che i players “non devono giocare con denaro che non possiedono“. Read more

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