Antonio di Pietro

Il virtuoso esempio di Malta: gioco terza industria del paese!

Il gioco, in tutta Europa e nel mondo, sta vivendo una importante fase di transizione. In alcuni casi di crescita esponenziale e smisurata, in altri, invece, con brusche frenate che possono complicare, e non poco, il futuro del settore: è eclatante, in questo caso, la situazione dell’Italia che, dopo il Decreto Dignità e le azioni del Governo, rischia di subire un gravoso danno economico. Però, in Europa, ci sono anche altre storie.

A Malta, per esempio, e questo potrebbe o dovrebbe essere un monito per realtà molto più grandi, l’industria del gioco ha contributo alla crescita economica del Paese nel 2018 in maniera decisiva: il mercato, in un anno, è cresciuto del 12% rispetto al 2017, e il solo settore online dell’industria ha confermato il proprio ruolo cardine con un valore aggiunto che a lordo ha registrato un tondissimo 13,2%. Quello del gioco si è dunque imposto come il terzo settore maltese più produttivo.

I posti di lavoro indeterminati prodotti dall’industria del gaming sono stati 6.794, l’88% dei quali impiegati in tutto il settore dell’online. La crescita economica ha pesato quindi anche sull’espansione dell’impiego. I posti di lavoro collegati al settore, pur non direttamente impiegati, sono 33.000. E il 2019 ha prospettive di crescita clamorose. Nel 2018 il settore gaming ha prodotto un gettito di 1,4 miliardi di euro, un valore che è il 12,1% in più rispetto al 2017. Alle casse statali maltesi sono arrivati dunque 67 milioni di euro, secondo le stime della Malta Gaming Authority nel Bilancio 2018 redatto sul trend del settore giochi. Nel 2019, secondo le stime, ancor di più nel 2020, la crescita dovrebbe continuare, salendo in una percentuale compresa tra il 10 ed il 14%. Gli operatori esistenti, inoltre, sono intenzionati ad aumentare gli investimenti, aumentando la spesa tra l’8 ed il 10% nel prossimo biennio. Grazie al nuovo sistema di licenze voluto a Malta, gli operatori già in possesso di licenza, intenzionati ad offrire altre tipologie di giochi online, hanno dovuto richiedere l’approvazione di un’altra licenza. L’Autorità, a questo proposito, ha ricevuto un numero minore di richiesta: 209 contro le 220 dell’anno precedente. 93 sono quelle ottenute, a differenza delle 165 dell’anno precedente. Il resto sono oggi come oggi ancora in fase di valutazione. Nel 2018 37 licenze sono state chiuse su richiesta degli operatori. L’Enforcement Authority Enforcement ha sospeso 4 licenze e annullato invece otto di queste per violazioni delle normative. Le otto licenze sono state poi respinte dalla MGA. A fine anno 2018 275 società di gioco online erano con licenza maltese: 207 con B2C e 68 con B2B.
Crescono anche i conti di gioco online: erano 14 milioni quelli nel 2017, lo scorso anno invece sono stati 18,1: l’incremento è chiaro, +29,6%. Le nuove registrazioni, e l’aumento del numero, riflettono l’espansione di conti nuovi. Il numero annuale di conti, infatti, ha raggiunto quota 12,3 milioni nel 2018, con una crescita del 27,7%.

Una crescita a dir poco spaventosa e ancor più significativa alla luce del trend degli altri paesi europei: il modello maltese ha prodotto un salto di qualità nell’intero settore del gioco, destinato, giocoforza, grazie a politiche lungimiranti e mirate, a produrre risultati positivi per tutto il sistema economico reale dell’Isola.

Il distanziometro penalizza il legale, intanto l’illecito ringrazia

Il problema del gioco d’azzardo patologico non va assolutamente combattuto, né si risolve, con le distanze minime. Questo è quanto detto dal Prof.Emilio Sacchetti, ex numero uno della Società Italiana di Psichiatria: “Eliminare del tutto l’azzardo non è possibile: tutto potrebbe essere legato a una scommessa. Tutto va controllato, non basta allontanare le sale giochi dai luoghi sensibili. E se si eliminasse il gioco legale si diffonderebbe quello illegale, – ha detto Sacchetti, durante un convegno – il gioco, a piccole dosi, non solo non è dannoso ma può essere un buon passatempo. Molte persone hanno giocato almeno una volta nella vita, bisogna stare attenti a non oltrepassare il limite”. Un giocatore “diventa patologico quando ci sono sentimenti di stress forte che portano il paziente a cercare sempre nuove fonti di gioco”. Intanto il gioco illegale ringrazia lo Stato per le percosse al settore legale del gaming: divieti, limiti, distanziometri e normative nazionali e regionali hanno portato all’ormai famoso inasprimento del Preu sugli apparecchi da intrattenimento, finiti nell’orbita delle riforme volute dallo Stato.

Il tutto a vantaggio e onore del settore illegale, ormai dilagante di fronte alla progressiva ed irreversibile crisi del legale. Secondo le stime della Guardia di Finanza il settore “oscuro” del gaming, oggi come oggi, vale da solo 20 miliardi di euro. Una previsione, certo, ma non troppo lontana dalla realtà. Nonostante ciò l’azione del Governo continua e al settore è stato sferrato un altro colpo, stavolta a favore del famoso “Decretone” (Quota 100 e Reddito di Cittadinanza): sono serviti 400 milioni di euro, da qui l’alzamento del Preu sulle slot di un 0,65%.

Nel 2016 il Preu sulle AWP era al 17,5%, giunto poi al 19,25% nel 2018 e in aumento potenziale che potrebbe arrivare al 20%. Misura abnorme per un settore già martoriato e costretto a vigere sotto restrittive misure volute da regolamenti regionali e nazionali (il distanziometro, ad esempio, che in Piemonte o Lombardia vieta il gioco nel raggio di 500 metri da luoghi cosiddetti sensibili, n.d.r). Facile dedurre che l’illegale, così, prolifichi oltremodo: sia il gioco tramite rete fisica con apparecchiature collegate a siti illegali, sia tramite giochi promozionali vietati in Italia (i totem), sia tramite la manomissione di apparecchi con vincita in denaro. Questo è quanto emerso dalla Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva che ha accompagnato la Nota di Aggiornamento del DEF, ad ottobre 2018. E sono proprio i già citati totem al centro della cronaca, come avvenuto in provincia di Torino, in cui vengono utilizzati per giocare online al posto delle classiche slot machine, un escamotage che consente di aggirare la legge regionale del Piemonte (che introduce il distanziometro a meno di 500 metri di luoghi sensibili). In Emilia Romagna, edicole ed internet point sono stati trasformati in centri scommesse abusivi e i militari della Guardia di Finanza hanno scovato macchinette illegali nei retrobottega dei bar.
La prova evidente che il distanziometro e i vari divieti non rappresentano la soluzione per risolvere i possibili problemi connessi al gioco problematico.

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